Voce di glossario
TCF
In breve
Il TCF (Transparency & Consent Framework) è lo standard tecnico sviluppato da IAB Europe per gestire il consenso pubblicitario sui siti web. In pratica, è il protocollo che permette a editori, inserzionisti e piattaforme adtech di scambiarsi le informazioni sul consenso dell’utente in modo uniforme e verificabile.
1. Definizione
Il Transparency & Consent Framework è un insieme di specifiche tecniche e policy che standardizza il modo in cui il consenso viene raccolto, codificato e trasmesso nella catena della pubblicità programmatica. Quando un utente esprime le proprie preferenze nel cookie banner, il TCF genera una stringa codificata (TC String) che contiene tutte le informazioni: quali finalità sono state accettate, quali rifiutate, quali vendor sono autorizzati. Questa stringa viene letta da ogni piattaforma nella catena pubblicitaria (SSP, DSP, ad exchange, DMP) per decidere se può trattare i dati dell’utente.
2. Versioni
La versione attuale è la TCF v2.3, obbligatoria dal 28 febbraio 2026. Rispetto alla v2.2 introduce una modifica strutturale: la TC String deve indicare sempre quali vendor sono stati effettivamente mostrati all’utente nel banner (segmento «disclosed vendors»). Così chi riceve il segnale distingue un vendor rifiutato da uno che non è mai stato presentato.
La v2.2 aveva sostituito la v2.0 nell’autunno 2023. Le sue principali novità includono: l’obbligo di mostrare il nome e l’URL della privacy policy di ogni vendor nel primo livello del banner, la rimozione del legittimo interesse come base giuridica per la pubblicità personalizzata (ora è richiesto solo il consenso esplicito) e una maggiore trasparenza sulle finalità del trattamento. La v1.1, ormai dismessa, non supportava le finalità speciali e aveva un modello di consenso meno granulare.
3. Il ruolo di IAB Europe
IAB Europe (Interactive Advertising Bureau Europe) è l’associazione di categoria che ha sviluppato e mantiene il TCF. IAB Europe gestisce la Global Vendor List (GVL), il registro ufficiale dei vendor adtech che aderiscono al framework. Ogni vendor registrato ha un ID univoco e dichiara le finalità per cui richiede il consenso. IAB Europe certifica anche le CMP che implementano il TCF, assegnando loro un CMP ID. Solo le CMP certificate possono generare TC String valide.
4. Chi deve usarlo
Il TCF è necessario per gli editori che monetizzano il traffico con pubblicità programmatica (Google Ad Manager, header bidding, reti display). È necessario anche per i siti che utilizzano vendor adtech registrati nella Global Vendor List. Non è obbligatorio per legge, ma è uno standard di fatto: senza TCF, molte piattaforme pubblicitarie rifiutano di servire annunci nello Spazio Economico Europeo. Per i siti che non fanno pubblicità programmatica (shop online con solo Google Ads, siti vetrina, blog senza display ads), il Consent Mode v2 è sufficiente e il TCF non è necessario.
5. Integrazione con la CMP
La CMP è lo strumento che implementa il TCF nella pratica. Quando l’utente interagisce con il banner, la CMP genera la TC String e la rende disponibile tramite l’API JavaScript del TCF (__tcfapi). I vendor adtech leggono la stringa per verificare se hanno il consenso per le finalità dichiarate. Una CMP certificata TCF deve rispettare le policy di IAB Europe: mostrare i vendor nel banner, permettere il consenso granulare per finalità, conservare la prova del consenso. Permissor è certificata TCF e gestisce l’intera catena in automatico.
6. Permissor supporta TCF
Permissor integra il TCF v2.3 nativamente: la TC String viene generata in automatico, i vendor della GVL sono aggiornati in tempo reale, il banner è conforme alle policy IAB Europe. Prezzo fisso, supporto italiano, installazione in pochi minuti. Se il tuo sito cresce, il prezzo non cambia.
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