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Guide pratiche 8 min di lettura

Come configurare Google Consent Mode v2: tutorial completo

Configurare il Consent Mode v2 significa collegare il cookie banner ai tag Google, in modo che Google sappia se può usare i cookie di quel visitatore. Qui trovi la procedura completa in tre varianti: nel codice del sito, con Googl

1. Prerequisiti

Prima di iniziare servono quattro cose. Un banner che sappia trasmettere i segnali di consenso: non tutti i banner lo fanno, molti si limitano a bloccare gli script. L’accesso al codice del sito oppure al contenitore Google Tag Manager. L’elenco dei tag Google presenti sul sito, in genere GA4, Google Ads e gli eventuali tag Floodlight. E una decisione presa in anticipo tra modalità Basic e Advanced.

La differenza tra le due modalità va capita adesso perché cambia tutta la configurazione. In modalità Basic i tag Google non vengono caricati finché l’utente non acconsente: chi rifiuta sparisce completamente dai dati. In modalità Advanced i tag vengono caricati subito ma, in assenza di consenso, inviano solo ping anonimi senza cookie, che Google usa per stimare le conversioni mancanti tramite modellazione. La modalità Advanced conserva più dati, ma va dichiarata correttamente nell’informativa perché comporta comunque un contatto con i server di Google prima della scelta dell’utente.

Ricorda che dal marzo 2024 i segnali di consenso sono necessari per il remarketing, i segmenti di pubblico e la misurazione delle conversioni nello Spazio Economico Europeo. Senza, le campagne continuano a girare ma i dati non tornano indietro.

2. Setup in GA4 senza Tag Manager

Questa è la strada da seguire se i tag Google sono inseriti direttamente nel codice del sito.

Passaggio 1. Apri il template del sito e individua il punto in cui viene caricato lo script gtag.js. Tutto quello che segue va inserito prima di quella riga, nella sezione head.

Passaggio 2. Inserisci lo snippet con i valori predefiniti, che devono essere tutti negati.

window.dataLayer = window.dataLayer || [];
function gtag(){dataLayer.push(arguments);}
gtag('consent', 'default', {
'ad_storage': 'denied',
'ad_user_data': 'denied',
'ad_personalization': 'denied',
'analytics_storage': 'denied',
'wait_for_update': 500
});

Il parametro wait_for_update indica per quanti millisecondi i tag devono attendere la scelta dell’utente prima di procedere con i valori predefiniti. Cinquecento millisecondi sono il valore consigliato: più basso rischia di perdere il consenso di chi clicca subito, più alto rallenta la pagina.

Passaggio 3. Se il sito ha traffico anche fuori dall’Unione europea puoi differenziare i valori predefiniti per area geografica, aggiungendo il parametro region con l’elenco dei paesi a cui applicare il blocco. Attenzione però: applicare valori più permissivi fuori dallo Spazio Economico Europeo è una scelta legale, non tecnica, e va valutata con chi segue la privacy del sito.

Passaggio 4. Collega il banner all’aggiornamento dei segnali. Nel momento in cui l’utente sceglie, il sito deve inviare il comando di update con i valori corrispondenti.

gtag('consent', 'update', {
'ad_storage': 'granted',
'ad_user_data': 'granted',
'ad_personalization': 'granted',
'analytics_storage': 'granted'
});

I valori vanno impostati categoria per categoria in base a cosa l’utente ha accettato davvero. Se accetta solo le statistiche, analytics_storage diventa granted e gli altri tre restano denied.

Passaggio 5. Valuta i due parametri accessori. Con ads_data_redaction impostato su true, quando ad_storage è negato Google rimuove gli identificativi di clic dalle richieste. Con url_passthrough su true, le informazioni di campagna vengono passate tra le pagine tramite URL invece che tramite cookie, riducendo la perdita di attribuzione.

3. Setup con Google Tag Manager

È il metodo più ordinato se il sito ha più tag da governare.

Passaggio 1. In Tag Manager apri Amministrazione, poi Impostazioni contenitore e, nella sezione Impostazioni aggiuntive, seleziona Attiva panoramica del consenso. Da quel momento nella schermata Tag compare l’icona Panoramica del consenso.

Passaggio 2. Aggiungi il tag della tua CMP. Molte piattaforme hanno un modello ufficiale nella Galleria dei modelli della community. In alternativa si usa un tag HTML personalizzato che contiene lo snippet dei valori predefiniti visto sopra.

Passaggio 3. Assegna a quel tag l’attivatore Inizializzazione del consenso, quello che nel contenitore si chiama “Inizializzazione del consenso - Tutte le pagine”. È il passaggio che determina il successo o il fallimento di tutta la configurazione: quell’attivatore scatta prima di ogni altro, quindi garantisce che i valori predefiniti siano impostati prima che qualunque tag provi a scrivere un cookie.

Passaggio 4. Controlla che il tag imposti tutti e quattro i segnali su denied. Molte configurazioni ferme alla versione 1 impostano solo ad_storage e analytics_storage, e i due parametri introdotti dalla versione 2 restano scoperti.

Passaggio 5. Configura l’aggiornamento. Quando l’utente sceglie, la CMP deve inviare il comando di update oppure scrivere un evento nel dataLayer che fa scattare un tag dedicato. Se usi il modello ufficiale della CMP questo pezzo è già incluso.

Passaggio 6. Apri la Panoramica del consenso e guarda la colonna dei tag. Tutti i tag Google riconoscono i segnali in automatico, quindi possono restare come sono. I tag non Google, per esempio un pixel pubblicitario inserito come HTML personalizzato, compaiono con lo stato Non impostato.

Passaggio 7. Per ognuno di quei tag apri Impostazioni avanzate, poi Impostazioni relative al consenso, e scegli È necessario un consenso aggiuntivo per l’attivazione del tag, indicando il tipo di consenso richiesto. In questo modo il tag resta fermo finché il consenso non arriva.

Passaggio 8. Entra in modalità anteprima e prova il percorso completo: carica la pagina senza scegliere, poi accetta, poi rifiuta in una nuova sessione. Quando il comportamento è corretto in tutti e tre i casi, pubblica la versione del contenitore.

4. Setup con Permissor

Con Permissor i passaggi precedenti non servono. Il Consent Mode v2 è integrato in modo nativo: al caricamento della pagina i quattro segnali vengono impostati su denied e aggiornati nell’istante in cui l’utente esprime la propria scelta, senza toccare il codice del sito né il contenitore Tag Manager. La configurazione si riduce a installare lo script di Permissor e scegliere le categorie di cookie del sito. Se usi Tag Manager, resta valido il consiglio del passaggio 7 per i tag non Google inseriti a mano.

5. Come verificare che funzioni

La verifica è la parte che quasi tutti saltano, ed è il motivo per cui molte configurazioni sembrano attive ma non lo sono.

Apri Tag Assistant, inserisci l’indirizzo del sito e interagisci con il banner. Nella schermata di riepilogo compaiono gli eventi di consenso: lo stato al caricamento della pagina e lo stato dopo l’aggiornamento. Controlla che i quattro parametri risultino negati prima della scelta e che cambino coerentemente dopo.

Un secondo controllo si fa dagli strumenti per sviluppatori del browser. Nelle richieste verso i server di Google compare il parametro gcs, che riassume lo stato dei consensi: il valore G100 indica entrambi i segnali principali negati, G111 entrambi concessi. Se dopo l’accettazione continui a vedere G100, l’aggiornamento non sta arrivando.

Il terzo controllo è il più semplice e il più importante per il Garante: apri la sezione dei cookie negli strumenti per sviluppatori, carica il sito senza toccare il banner e verifica che non ci sia alcun cookie di analisi o di marketing. Il Consent Mode gestisce i segnali verso Google, ma il blocco preventivo degli script resta un compito del banner.

6. Troubleshooting

Nella scheda del consenso non compare nulla. Il Consent Mode non è implementato: manca del tutto il comando con i valori predefiniti.

I valori predefiniti risultano impostati troppo tardi. È il caso più frequente ed è quasi sempre un problema di ordine: lo snippet è stato inserito dopo gtag.js, oppure il tag della CMP non è collegato all’attivatore di inizializzazione del consenso.

Lo stato non si aggiorna mai. Il banner non invia il comando di update. I tag restano bloccati anche per chi ha accettato, e le conversioni spariscono dai rapporti.

Mancano ad_user_data e ad_personalization. La configurazione è ferma alla versione 1: vanno aggiunti entrambi, altrimenti remarketing e segmenti di pubblico restano fermi.

Le impostazioni per area geografica sono incoerenti. Capita quando si sovrappongono valori predefiniti globali e valori per singolo paese: il risultato è che alcune aree non ricevono alcun blocco.

Le conversioni calano subito dopo l’attivazione. In parte è fisiologico, perché prima venivano contate anche visite senza consenso. Verifica però di essere in modalità Advanced se vuoi conservare la stima delle conversioni modellate, e controlla che il banner non stia negando categorie che l’utente ha invece accettato.

Permissor gestisce il Consent Mode v2 in automatico, blocca gli script prima del consenso e conserva la prova di ogni scelta. Prezzo fisso, supporto italiano, installazione in pochi minuti. Se il tuo sito cresce, il prezzo non cambia.

Risorse collegate: Guida Google Consent Mode v2, Come funziona Google Consent Mode v2, Glossario Consent Mode, Guida Cookie Banner GDPR.

La configurazione non funziona come previsto? Contattaci.

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